STATISTICA PESCA EFFICACE

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Ho iniziato a pensare alle statistiche di pesca, nei primi anni 90, ma all’inizio era un gioco, una curiosità! Poi mi sono accorto che c’erano degli schemi che si ripetevano e davano delle indicazioni abbastanza attendibili, per cui ho continuato a studiare e segnare dati. Dopo molti anni ho raccolto tanti di quei dati che sono diventati quasi certezze e così sono entrato nelle due fasi opposte delle statistiche:

La Prima è quella della scoperta, che crea forti stimoli e ti fa andare con più entusiasmo, in pratica capisci che in certe condizioni sarà più probabile trovare alcune prede, in poche parole capisci il dove e il quando e puoi pianificare una uscita evitando i momenti negativi e facendoti trovare al posto giusto nel momento giusto.

La seconda è il suo opposto, ovvero conoscendo il dove e il quando e le condizioni, capisci ancora prima di andare se quel giorno sarà negativo o positivo, per cui a volte capita che organizzi per andare e hai solo quel giorno, ma capisci che le condizioni non sono buone e pertanto questo ti farà crollare l’entusiasmo. Vai lo stesso ma inizi senza stimoli, per cui già le condizioni sono negativi e poi ci sommi il crollo dell’entusiasmo ed è quasi certo che andrà male.

Nel mio caso ho realizzato una tabella dove inserisco:

La cattura (il tipo di preda) – la data (per capire il periodo dell'anno) – l’orario  – il momento di marea – la temperatura – la corrente – la profondità – Visibilità acqua - gli elementi di disturbo (traffico nautico – reti etc.)

Ad esempio:

CATTURA

Dentice 3 kg

DATA

20/05/2021

ORARIO

09.30

MAREA

Picco di alta marea

TEMPERATURA

20°

CORRENTE

Da ovest

LUNA

1° quarto crescente

VISIBILITÀ

15 mt

DISTURBO

Assente

Ho capito che dalle mie parti fino a quando l’acqua non arriva a 14° è raro incontrare spigole – ma come l’acqua scende da 15 a 14 si iniziano a vedere più spesso e quando diventa 13° è il momento top. Per i dentici fino a quando l’acqua non supera i 18° si vedono poco, ma come arriva a 20° si vedono più spesso.

Ho capito che con il picco di alta marea è più probabile incontrare i predatori, anche perchè aumenta la corrente e la mangianza si concentra, mentre con il picco di bassa marea sono assenti i predatori, ma c’è più pesce in tana perché con tali condizioni il pesce stanziale preferisce rifugiarsi.

Ho capito che la corrente subacquea (sul fondo) da scirocco intorbidisce l’acqua e da fastidio al pesce – mentre quella leggera da Ovest la pulisce e il pesce entra. Nelle correnti vanno anche considerati i fiumi nei dintorni che potrebbero far arrivare correnti torbide sul fondo. Quando di notte la luna è piena, il pesce ha minore attività durante giorno, perché la notte con la luce della luna rimane attivo e il giorno è più pigro. Quando invece c’è il primo quarto è più attivo negli orari del giorno, proprio perché meno attivo di notte. In base alla luna poi è più facile capire se in quel determinato momento è meglio l’alba o il tramonto, oppure paradossalmente il momento centrale del giorno. Questi sono solo esempi delle mie zone, ma è chiaro che ognuno deve fare lo stesso studio nella propria zona di pesca, perché è evidente che da zona a zona molto può cambiare, anche se alcuni elementi sono fondamentali e simili ovunque.

 

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