NACCHERA

Pinna nobilis

PINNA NOBILIS foto Marco Bardi

Caratteristiche:

La Pinna nobilis conosciuta anche come “Nacchera” è un mollusco bivalve (gruppo a cui appartengono le cozze ad esempio) più grande del mar Mediterraneo (infatti raggiunge mediamente dai 20 fino ai 40 centimetri di lunghezza).

Ruolo ecologico.

La Pinna nobilis è un animale filtratore che si nutre di materiale organico sospeso, piccoli organismi, batteri e virus; quindi, per questo suo ruolo è da considerarsi importante per il mantenimento della qualità dell’acqua. È cibo per altri animali, come alcune specie di pesci, polpi e tartarughe marine. Alcune ricerche hanno visto che la Pinna nobilis convive con piccoli crostacei, come nel caso di piccoli gamberi che vivono al suo interno, che hanno il nome scientifico di Pontonia pinnophylax che significa amico della pinna. I crostacei si cibano del cibo filtrato dal mollusco, hanno uno spazio di crescita e riproduzione sicura oltre che una protezione dai pericoli. In cambio, i gamberi sono una linea di difesa contro parassiti e predatori.

Curiosità.

-La Pinna nobilis usa dei filamenti chiamati “bissi” per ancorarsi al substrato, e questi ultimi hanno la consistenza della seta. Infatti, nell’antichità i bissi venivano usati per la fabbricazione di vestiti di pregio. Inoltre, i bissi erano conosciuti per le loro proprietà emostatiche, usandoli come cerotti.

- Si tratta di un mollusco molto longevo, di cui la vita media si aggira intorno ai 27 anni di vita.

La folta presenza in un tratto di mare, indica un fondale “vivo” ovvero ricco di varie forme di vita e con acque poco inquinate.

Habitat.

La Pinna nobilis è un mollusco nativo del mar Mediterraneo, vive in profondità tra i 0,5 e i 60 metri. Il suo habitat principale è costituito dalle praterie di Posidonia oceanica e fondali sabbiosi.

Minacce.

La Pinna nobilis è considerata una specie a rischio di estinzione, e le cause del suo stato critico di conservazione sono dovute innanzitutto da un’epidemia che ha causato una grave moria degli esemplari nel 2016, in cui un patogeno identificato come Haplosporidium pinnae causò in soli 18 mesi una moria di massa. Oltre al patogeno come fonte di pericolo, ci sono anche altri fattori, come la pesca e cattura illegali, l’inquinamento da contaminanti, il cambiamento climatico, la degradazione delle praterie di Posidonia e l’ancoramento. La pesca e la cattura degli esemplari di Pinna nobilis sono vietati dalla legge.

Realizzato con la collaborazione del dott.

stefano

Stefano Guerrini

FORSE PUO' INTERESSARTI ANCHE:

LA FORZA DEL CONTROLLO 1

QUI IL LINK AL LIBRO

 

TORNA ALL'ELENCO SCHEDE

Social Link

Facebook TwitterLinkedin