COMPENSAZIONE FACILE
Senza entrare in un macchinoso trattato sulla compensazione, limitiamoci ad analizzare qualche suggerimento pratico per facilitarla.
LA COMPENSAZIONE DEL TIMPANO si rende necessaria con l’aumento di pressione. In genere ogni pochi metri di profondità, (ma è molto soggettivo) si avverte un aumento di pressione nella zona dell'orecchio inizialmente con un fastidio sopportabile, poi se non si effettua una manovra per riequilibrare la pressione - il dolore diventa sempre più forte e si rischia la rottura della membrana del timpano o la sua infiammazione.
Ci sono vari metodi di compensazione, ma trattare tutto questo nel modo coretto, porterebbe a lunghe considerazioni. Per cui mi limito a fornire una sintesi delle necessità principali e più semplici.
Ciò che aiuta chiunque a compensare meglio, esperti o neofiti, profondisti o meno è un insieme di fattori:
Avere tutti i condotti liberi ovvero dove passa l’aria che dovrà raggiungere l’orecchio interno (naso – seni frontali - tube – etc). Per avere liberi i condotti bisogna fare attenzione a più cose. Prima di tutto evitare di passare molto tempo in luoghi umidi, polverosi, oppure con sbalzi di temperatura. Queste situazioni tendono a creare infiammazioni interne con addensamenti di muco che ostruiscono il passaggio di aria. Uno dei nemici principali è l’aria condizionata. Il subacqueo dovrebbe evitarla più possibile se vuole compensare bene. Chi ne abusa di solito ha grossi problemi di compensazione anche se sa effettuare bene la manovra. Ci sono anche possibilità di allenare fuori dall'acqua il passaggio dell'aria e la manovra di compensazione, ma è necessaria la spiegazione e la supervisione di un esperto.
Un altro nemico frequente è l’umidità della testa specialmente quando si esce dalla doccia o dall’acqua in generale. In questi casi asciugare bene i capelli e non passare dal caldo al fresco specialmente con vento anche se leggero. Molto utile e buona abitudine, in questi casi coprirsi con un cappello o un cappuccio di una felpa.
OLTRE ALLE ATTENZIONI appena elencate è fondamentale aiutare a mantenere puliti i condotti interni. Si può usare un aerosol con semplici sostanze fluidificanti (che può suggerire il farmacista al momento dell’acquisto, anche perché non hanno bisogno di ricetta) le quali aiutano a sciogliere il muco e lubrificare i condotti. Andrà effettuato specialmente i giorni prima di andare in acqua. Oppure più semplice, ma non meno efficace è il lavaggio nasale che si può fare in 2 modi. Uno mettendo acqua di mare nel palmo della mano e tirando una narice alla volta ed è il più semplice ed economico a patto che l’acqua di mare sia priva di qualunque forma batterica - il che non è sempre possibile. L’altro è tramite strumenti per i lavaggi che si possono effettuare anche a casa come vedremo nel video a fine articolo.
Più vai sott'acqua in mare e meglio starai è una conseguenza, perché stare in acqua di mare per qualche ora porta a respirare aria salutare ricca di agenti benefici (i medici infatti consigliano di portare i bambini o chi ha carenze nelle vie respiratorie al mare proprio per questo) INOLTRE con l'attività di immersione la pressione che aumenta e poi diminuisce in modo rapido, non farà altro che smuovere i residui di muco e i tappi formatisi nei condotti interni. In sostanza, aumento e diminuzione di pressione, sommata all’aria salutare che si respira diventa una delle migliori cure per l’apparato respiratorio. Infatti in molti avranno avuto modo di verificare, che facendo un attività regolare è raro che ci si ammali alle vie respiratorie. L'immersione soprattutto quella in apnea - se fatta regolarmente è molto salutare per più situazioni e una delle più evidenti è proprio quella delle vie respiratorie. Inoltre praticare apnea in mare porta ad ottenere molti elementi di SALUTE & BENESSERE.
IL QUANDO COMPENSARE è altrettanto importante. Se si esegue una manovra troppo presto è difficile che riesca bene, perché la differenza di pressione è minima. Se si effettua troppo tardi è ancora più difficile perché c’è troppa differenza di pressione per cui la manovra è più dolorosa e difficile. L’ideale è compensare non appena si avverte l'aumento di pressione, ma non c’è ancora dolore. Meglio compensare più spesso con minore fatica, che poche volte con più sforzo. Nel mio caso ad esempio lo faccio più o meno ogni 2 metri, appena inizia l'immersione, poi sempre meno spesso perchè il cambio di pressione diminuisce in modo proporzionale con l'aumento della profondità. In altre parole lo sbalzo di pressione tra zero e 2 metri è superiore a quello che passa tra 18 e 20 metri. Comunque per andare a 20 metri compenso circa 8 volte, l’importante è non entrare nella paranoia che compensare spesso riduce l’apnea. E' una vecchia convinzione oramai superata. Basta solo abituarsi e farlo diventare un gesto naturale, comodo, sereno, rilassante. Per chi non sa compensare sembra stressante, ma per chi lo sa fare nel modo semplice e corretto è banale e porta addirittura aduna sensazione di piacere.
Altrettanto importante è abituarsi a compensare a contatto con il fondale. Questo è spesso trascurato a causa del fatto che al contatto con il fondo, se abbiamo compensato poco prima, non sentiamo necessaria una nuova compensazione. Invece la pressione è comunque aumentata anche se di poco, per cui se restiamo fermi sul fondale per del tempo, quella minima pressione lavora lo stesso e nell'arco di alcune immersioni - si rischia di infiammare la membrana del timpano e spesso di penalizzare la compensazione portando molte volte ad avere un orecchio che si libera prima di un altro oppure alla percezione di orecchia ovattate come se ci fosse acqua all'interno. Non è l'unica causa ma di sicuro incide.
TI RICORDO CHE è molto importante avere anche UN TIMPANO IN FORMA per compensare meglio.
GUARDA IL VIDEO COMPENSAZIONE FACILE
Se vuoi conoscere tutto sulla pesca in apnea,
ti consiglio questo Manuale che è in pratica un Corso completo da leggere.
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